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<title>Il Blog di ioesco.it</title><link>http://www.ioesco.it/blog/</link>
<description>Il Blog di ioesco.it</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Trasforma il tuo panino in un pasto sano, equilibrato e leggero]]></title>
	<description><![CDATA[Il panino non &egrave; solo un piccolo piacere quotidiano, &egrave; un cibo buono, pratico e veloce. E pu&ograve; sostituire un pasto (colazione, pranzo o cena), purch&eacute; venga farcito con tutte le sostanze che andrebbero nel piatto, con lo stesso bilanciamento: carboidrati, proteine, vitamine, sali minerali e pochi grassi. <br />Spesso, invece, nella preparazione del panino si commettono molti errori, primo tra tutti l&rsquo;aggiunta di salse ricche di grassi come la maionese o la salsa rosa, che lo rendono ipercalorico e ingrassante. Ma un altro errore molto comune &egrave; quello di mangiarlo in fretta, senza nemmeno sedersi per un attimo di relax e di piacere. E questo fa s&igrave; che il nostro sostituto del pasto non abbia un&rsquo;azione saziante, portandoci anche solo dopo un&rsquo;ora a cercare qualche &ldquo;golosit&agrave;&rdquo; da mettere sotto i denti&hellip; mettendo a rischio la nostra silhouette! <br /><br />
<p align="center"><img alt="" src="/upload/blog/panino.gif" width="396" height="293" /></p>
<br /><br /><strong>Le regole pratiche per il tuo panino <br /></strong><br />- Varia il pi&ugrave; possibile il tipo di pane: integrale quando vuoi regolarizzare l&rsquo;intestino; toscano quando vuoi ridurre il sale; alle noci quando vuoi fare scorta di acidi grassi essenziali salva cuore e cervello; con poca mollica se soffri di gastrite ecc. <br /><br />- Abbonda con le verdure, crude e affettate sottilissime, alla griglia, ma anche saltate brevemente in padella, per non disperdere troppo i loro preziosi contenuti (vitamine e minerali). <br /><br />- Se lo farcisci con i salumi scegli quelli pi&ugrave; magri, come la bresaola o il prosciutto sgrassato e, se possibile, di produzione biologica e senza polifosfati (sostanze chimiche che rallentano il metabolismo e favoriscono le allergie). <br /><br />- Se preferisci il formaggio, meglio optare per un tipo magro, lasciando quelli stagionati per un consumo occasionale. <br /><br />- Se non vuoi rinunciare a una salsina&hellip; usa dello yogurt naturale intero arricchito con erbe aromatiche tritate fini fini e una presa di pepe nero che attiva il metabolismo. <br /><br />- Per aumentare il senso di saziet&agrave; e migliorare la digestione: mastica lentamente! <br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=80]]></link>
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	<dc:date>2010-03-29T08:44:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La margherita: bella, buona e fa bene]]></title>
	<description><![CDATA[La margherita &egrave; una graziosa piantina erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Composite e comune in tutt&rsquo;Italia. I suoi fiori delicati, si schiudono dalla primavera all&rsquo;estate e si possono trovare sia in alta quota che in pianura. Non ha un odore specifico e il sapore, inizialmente dolciastro, diventa poi leggermente amaro. La margheritina ha propriet&agrave; rinfrescanti, depurative, bechiche (contro la tosse), blandamente lassative, astringenti, diuretiche, toniche. I preparati di fiori e foglie secchi si trovano in erboristeria. Si possono anche raccogliere nelle numerosissime zone verdi di campagna o montagna: in questo caso dovete essiccarli all&rsquo;ombra muovendoli spesso e conservarli in un recipiente di vetro o porcellana, oppure utilizzarle fresche e ben lavate. <br /><br />
<p align="center"><img src="/upload/blog/MARGHERITA.jpg" alt="" /></p>
<br /><br /><strong>La margherita: provatela nelle insalate <br /></strong><br />Le foglie pi&ugrave; tenere della margheritina, raccolte prima della fioritura, possono essere aggiunte alle insalate per renderle pi&ugrave; saporite. Con lattuga e cetriolo, per rinfrescare l&rsquo;intestino e regolarizzarne la funzionalit&agrave;. <br /><br /><strong>Nel vino vince il mal di testa</strong> <br /><br />Prendete due pugni di pianta intera fresca, senza la radice. Fate macerare in un litro di vino bianco per 15 giorni. Poi filtratelo con una garza a trama stretta e bevete un bicchiere al giorno del composto ottenuto: sar&agrave; utile contro il mal di testa dovuto a cattiva digestione. Conservate il vino al fresco e al buio. <br /><br /><strong>La margherita &egrave; antinfiammatoria</strong> <br /><br />I fiori essiccati della margheritina sono ottimi antinfiammatori, utili per lenire gli arrossamenti di pelle e occhi. Fate bollire un cucchiaino di fiori e foglie secche in 100 ml. Imbevete una garza sterile con il decotto cos&igrave; ottenuto e tamponate le parti interessate. Lo stesso decotto &egrave; utile &egrave; utile in caso di infiammazioni alla gola e al cavo orale, usandolo per sciacqui e gargarismi. <br />Se lavorate al computer, la sera &egrave; consigliabile un impacco alla margherita che lenisce il bruciore agli occhi. <br /><br /><strong>L&rsquo;infuso &ldquo;a tutta forza&rdquo; risveglia anche l&rsquo;appetito <br /></strong><br />La margherita &egrave; un buon ricostituente per i bambini stanchi, che mangiano mal volentieri e sono un po&rsquo; sottopeso. Mettete in infusione per dieci minuti un cucchiaino di foglie e fiori essiccati in una tazza di acqua bollente. Date al bimbo la tisana due o tre volte al giorno, possibilmente a digiuno. In pochi giorni l&rsquo;infuso migliora l&rsquo;appetito ed elimina l&rsquo;astenia del piccolo. Sciolta nel succo di arancia, la tisana &egrave; pi&ugrave; gradevole e potenzia le difese del bambino. <br /><br /><strong>Sgonfia traumi e contusioni <br /></strong><br />Vi siete procurati una contusione? Per sgonfiare la &ldquo;botta&rdquo;, preparate un cataplasma, da applicare sulle zone interessate. Prendete una manciata di semi e altrettante foglie fresche bollite. Appoggiate sulla contusione e coprite con un telo. <br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=79]]></link>
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	<dc:date>2010-03-22T10:08:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Tonifica l’addome con il menu antigonfiori e diuretico]]></title>
	<description><![CDATA[L&rsquo;addome &egrave; una delle parti della donna che pi&ugrave; facilmente perde tonicit&agrave;. E questo problema non riguarda solo chi ha qualche chilo di troppo. Molte volte affligge anche donne magrissime! <br />La &ldquo;pancetta&rdquo; infatti &egrave; dovuta per lo pi&ugrave; alla vita sedentaria, che indebolisce la muscolatura dell&rsquo;addome impedendole di mantenere nella loro giusta posizione gli organi interni. Inoltre, l&rsquo;alimentazione scorretta contribuisce a peggiorare della situazione. <br /><br />Tuttavia, tonificare l&rsquo;addome, riducendo gonfiori, ritenzione idrica e cellulite che spesso contribuiscono all&rsquo;inestetismo, &egrave; possibile! <br />Basta fare una passeggiata di almeno 20 minuti ogni giorno e utilizzare il nostro menu 2-3 volte a settimana per un mese, alternandolo a una dieta sana e variata. <br /><br /><strong>Colazione:</strong> <br /><br />- 1 tazza di caff&egrave; d&rsquo;orzo (diuretico). <br />- 3 fette biscottate ai 5 cereali (apportano carboidrati che ricaricano d&rsquo;energia l&rsquo;organismo). <br />- 3 cucchiaini di malto di riso (rimineralizzante, d&agrave; energia e tonifica il sistema nervoso). <br />- 125 g di yogurt intero (grazie ai batteri buoni che contiene combatte gonfiori e tonifica l&rsquo;addome). <br /><br /><strong>Spuntino: <br /></strong><br />- 3 noci (calmano la fame nervosa dovuta ad ansia e stress, contengono acidi grassi essenziali benefici per il cervello e i muscoli). <br />- 2 gallette di mais o di riso. <br /><br /><strong>Pasto sostitutivo a pranzo: <br /></strong><br />Frulla <br />- 1 pera (rinfrescante, riequilibra l&rsquo;intestino); <br />- 1 cucchiaio di succo di aloe (aiuta l&rsquo;intestino e tonifica i tessuti, lo trovi in erboristeria); <br />- 3 cucchiai di ricotta (proteine per i muscoli); <br />- 2 cucchiai di fiocchi d&rsquo;avena (calmano la fame nervosa e danno energia); <br />- 1 bicchiere di succo d&rsquo;ananas (diuretico) senza zucchero aggiunto. <br /><br /><strong>Merenda:</strong> <br /><br />- 1 tazza di karkad&egrave; (ricco di vitamina C, &egrave; antiossidante, diuretico e calma la fame nervosa, lo trovi in erboristeria) con 2 cucchiaini di miele e 4 cucchiai di succo d&rsquo;arancia. <br /><br /><strong>Cena:</strong> <br /><br />- 2 cucchiai di succo d&rsquo;uva puro (antiossidante, pulisce il sangue, lo trovi anche al supermercato) diluito in 1 bicchiere di acqua minerale. <br />- 200 g di tacchino al forno (la sua carne ricca di proteine, calcio e ferro, fortifica i muscoli e brucia l&rsquo;adipe). <br />- 250 g di spinaci scottati brevemente (apportano acido folico che protegge i nervi, calma la fame nervosa e tonofica i tessuti). <br />- 80 g di riso Venere lessato (tonifica l&rsquo;addome combattendone i gonfiori). <br /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=78]]></link>
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	<dc:date>2010-03-20T09:05:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I segreti della mimosa ti rendono più bella ]]></title>
	<description><![CDATA[Il colore e il profumo della mimosa ci ricordano immediatamente la festa della donna. Quello che non tutte sanno &egrave; che la mimosa, oltre a essere un bel fiore che ognuna riceve con piacere, nasconde dei segreti preziosi, utili per rigenerare la pelle, rendere pi&ugrave; bello il viso e anche per concedersi dei piccoli momenti di relax.  <br /><br />
<p align="center"><strong><img alt="" src="/upload/blog/mimosa.gif" width="378" height="312" /><br /></strong></p>
<p align="left"><strong><br />Il trattamento anti-ristagni <br /><br /></strong>Nonostante il suo aspetto delicato, la mimosa &egrave; una pianta dotata di grande vitalit&agrave; e robustezza. Il suo aroma morbido e delicato aiuta a rimettersi in contatto con la propria femminilit&agrave; e a lasciar fluire le emozioni, sbloccando quei ristagni energetici che, portati sul piano fisico, si traducono in ritenzione di liquidi e cellulite. <br />Come usarla. Mescola un pugno di argilla con acqua quanto basta per formare una pastella morbida e spalmabile. Aggiungi quattro gocce di olio essenziale di mimosa, mescola bene e applica sulle zone colpite dalla cellulite. Fascia con una pellicola trasparente, tieni l&rsquo;impacco per venti minuti e infine sciacqua con acqua tiepida. <br /><br /><strong>Trattamento per rigenerare e nutrire la pelle</strong> <br /><br />Aggiungi 2-3 gocce di olio essenziale di mimosa a 1 cucchiaio di una buona crema di base. Applica sul viso, mattina e sera, con un massaggio delicato. In alternativa, unisci l&rsquo;olio essenziale a un cucchiaino di olio di Rosa mosqueta e applica direttamente sulla pelle ben pulita. <br /><br /><strong>Bagno rigenerante <br /></strong><br />Poni in un cucchiaio di panna 10 gocce di olio essenziale di mimosa e aggiungi all&rsquo;acqua della vasca. <br /><br /><strong>Trattamento anti-stress<br /></strong><br />Pratica un leggero massaggio sotto la pianta del piede utilizzando 1-2 gocce di olio essenziale di mimosa. </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=76]]></link>
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	<dc:date>2010-03-07T08:43:30+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il tè verde drena grassi e ristagni]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Il t&egrave; verde: aiuta a vincere la cellulite <br /><br /></strong>Dopo il sonno invernale, le energie del corpo iniziano nuovamente a muoversi: la primavera &egrave; un momento di grande rigenerazione, il momento in cui si innescano i processi di depurazione e di rinnovamento dei tessuti. Marzo &egrave; il mese migliore per approfittare delle salutari virt&ugrave; antiossidanti, depurative, drenanti e snellenti dell&rsquo;ormai notissimo t&egrave; verde. <br /><br /></p>
<p align="center"><strong><img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 270px" alt="" src="/upload/blog/the-verde.gif" width="500" height="536" />
<p><br /></p>
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il t&egrave; verde: brucia i lipidi e calorie <br /></strong><br />Il t&egrave; &egrave; come una gemma preziosa: contieni polifenoli, catechine, flavonoidi diversi come la quercetina, alcaloidi come la caffeina, la teofillina e la teobromina, vitamine, come la C, la E, la Bl e la K, saponine che abbassano il colesterolo, minerali e oligoelementi come lo zinco, il potassio, e il magnesio, dai notevoli effetti diuretici. Gli antiossidanti del t&egrave; verde (flavonoidi e in particolare le catechine) riescono a prevenire, oltre che a riparare, i danni provocati dai radicali liberi, primi responsabili dell&rsquo;invecchiamento e della perdita di tono della pelle. Le catechine, inoltre, accelerano l&rsquo;eliminazione dei ristagni e, insieme alla caffeina, stimolano la lipolisi, favoriscono l&rsquo;eliminazione dei grassi e attivano il metabolismo. Un recente studio dell&rsquo;universit&agrave; di Ginevra ha inoltre confermato che i principi attivi del t&egrave; verde fanno aumentare in maniera significativa il consumo giornaliero di calorie. <br /><br /><strong>I consigli per preparare e degustare il te verde</strong> <br /><br />Per sfruttare appieno le virt&ugrave; cosmetiche del t&egrave; verde, prepara un infuso con un cucchiaino raso di foglie in 170-200 ml di acqua bollente copri e lascia in infusione per 2-4 minuti. Filtra e bevine una tazza la mattina a digiuno (effetto drenante) e una nel primo pomeriggio (anti adipe). Ricorda di non lasciare il t&egrave; in infusione troppo a lungo: se vai oltre i 6-7 minuti, si intensifica l&rsquo;aroma ma il gusto diventa leggermente amarognolo, attenuando l&rsquo;effetto stimolante della bevanda. Se vuoi dolcificarlo usa il solo miele. Per potenziare le virt&ugrave; del t&egrave; verde, &egrave; sufficiente mettere nella tazza una fettina di limone biologico o il succo. <br /><br /><strong>Il t&egrave; verde: nel bagno o come impacco riduce i gonfiori e flaccidit&agrave; <br /></strong><br />Oltre che come bevanda, le foglie e le polveri di t&egrave; verde si prestano a efficaci trattamenti cosmetici. <br />- Bagno al t&egrave; Assam Green. Ingredienti: 2 cucchiaini di t&egrave; di t&egrave; Assam Green, un cucchiaino di sale marini integrale, due gocce di olio essenziale di limone, una garza. Preparazione: miscela gli ingredienti in una ciotola poi versali al centro della garza, raccogli i lembi e chiudi il tessuto formando un sacchettino con l&rsquo;aiuto di un po&rsquo; di spago. Aggiungi il sacchettino all&rsquo;acqua del bagno e durante l&rsquo;immersione utilizzalo per massaggiare il corpo con movimenti lenti e circolari dal basso verso l&rsquo;alto. Questo trattamento riduce i gonfiori e tonifica la pelle stimolando la circolazione, il flusso linfatico e i processi di depurazione e rigenerazione della cute. &Egrave; particolarmente utile in caso di cellulite con ristagni. <br />- Impacco di t&egrave; Matcha. Ingredienti: 2 cucchiai da t&egrave; di t&egrave; verde in polvere, 120 ml di acqua, una teiera di ceramica, un frullino di bamb&ugrave;. Preparazione: scalda la teiera con acqua bollente e asciugala, metti il t&egrave; nelle teiera e mescola col frullino fino a ottenere un composto spumoso. Lascia intiepidire e applica il t&egrave; la sera prima di coricarti sui punti critici con l&rsquo;aiuto di una garza. Risciacqua la mattina dopo. Questo impacco mantiene la pelle tonica e mitiga il temuto aspetto a &ldquo;buccia d&rsquo;arancia&rdquo;.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=77]]></link>
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	<dc:date>2010-03-01T10:49:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[NON ABBANDONATE GLI ANIMALI]]></title>
	<description><![CDATA[Purtroppo nel periodo estivo l&rsquo;abbandono degli animali &egrave; in forte crescita, a causa di persone senza scrupoli e senza cuore che abbandona questi amici a 4 zampe in autostrada o in qualche altra parte per fare le loro vacanza al mare e non hanno un minimo di vergogna per quello che fanno. Gli animali che la gente abbandona sono spesso cause di incidenti stradali,soffrono la solitudine sno sempre in cerca di qualcosa da mangiare e da bre e sopratutto cercano un p&ograve; d&rsquo;affetto da parte della gente. Per tutti quelli che volessero regalare o comprare un animale ricordiamo che non sono oggetti o giocattoli, i cani e i gatti hanno sentimenti e pensano anche per chi non lo sapesse. Dovete custodirli come se avesse con voi un figlio piccolo a cui dovete fare tutto, vedrete sarete ricambiati dal loro amore e di tante altre cose che nemmeno ve lo immaginate.&nbsp; AMATE GLI ANIMALI. <br /><br /><br /><br />Legge 473/1993 in modifica dell&rsquo;articolo 727 Riportiamo qui il testo della legge 473 del 22 novembre 1993 che modifica l&rsquo;articolo 727 del codice penale sul MALTRATTAMENTO DEGLI ANIMALI. <br />Tale articolo, &egrave; sostituito dal seguente: <br />&ldquo;Articolo 727 (maltrattamento degli animali) Chiunque incrudelisce verso animali senza necessit&agrave; o li sottopone a strazio, fatiche, sevizie o a comportamenti e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche, o li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura o abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattivit&agrave; &egrave; punito con l&rsquo;ammenda da euro 1000 ad euro 5000. <br />La pena &egrave; aumentata se il fatto &egrave; connesso con mezzi particolarmenti dolorosi quale modalit&agrave; del traffico del commercio, del trasporto, dell&rsquo;allevamento, della mattazione o di uno spettacolo di animali o se causa la morte dell&rsquo;animale: in questi casi la condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca degli animali oggetto del maltrattamento, salvo che appartengano a persone estranee al reato. <br />Nel caso di recidiva la condanna comporta l&rsquo;interdizione dall&rsquo;esercizio dell&rsquo;attivit&agrave; di commercio, di trasporto, di allevamento, di mattazione o di spettacolo. <br />Chiunque organizza o partecipa a spettacoli, manifestazioni che comportino strazio o sevizie per gli animali &egrave; punito con l&rsquo;ammenda da euro 1000 ad euro 5000. <br />La condanna comporta la sospensione per almeno 3 mesi della licenza inerente l&rsquo;attivit&agrave; commerciale o di servizio e, in caso di morte degli animali o di recidivit&agrave;, l&rsquo;interdizione dell&rsquo;esercizio dell&rsquo;attivit&agrave; svolta. <br />Qualora i fatti di cui ai commi precedenti siano commessi in relazione all&rsquo;esercizio di scommesse clandestine la pena &egrave; aumentata della met&agrave; e la condanna comporta la sospensione della licenza di attivit&agrave; commerciale , di trasporto o di allevamento per almeno 12 mesi&rdquo; <br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=75]]></link>
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	<dc:date>2009-06-04T14:40:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il controllo del peso ]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il controllo del proprio peso deve essere un'operazione normale senza diventare ossessiva. Non si controlla il peso per il timore di essere aumentati (posizione negativa), ma per la curiosit&agrave; scientifica di scoprire come lavora il proprio corpo e sapere quindi gestirlo a meglio. <br />Il nostro corpo &egrave; infatti costituito da: <br /><br />ossa e organi interni, <br />muscoli, <br />riserve di carboidrati (glicogeno), <br />grasso, <br />acqua. </p>
<p><br /><strong>Ossa e organi interni</strong> - Nel breve-medio periodo il peso delle ossa e degli organi interni &egrave; costante e non ha senso quindi considerarlo potenzialmente variabile nel controllo della propria massa. Ci&ograve; che pu&ograve; cambiare &egrave; il contenuto dell'intestino: se un soggetto a dieta si abbuffa, il giorno dopo rilever&agrave; un aumento considerevole di peso. In realt&agrave; questo aumento &egrave; fittizio, perch&eacute; in gran parte &egrave; dovuto al maggior contenuto intestinale (rispetto alla situazione di normalit&agrave;). L'intestino risulta cio&egrave; sovraccarico rispetto alla situazione standard e il peso aumenta finch&eacute; non si sia ristabilita la situazione (cio&egrave; praticamente non si pesano solo le calorie dei cibi assunti in pi&ugrave;, ma anche le scorie che le accompagnano negli alimenti). Il discorso pu&ograve; essere ulteriormente compreso se il soggetto si pesa dopo aver mangiato 2 kg di mele (ammesso che ci riesca!). Le mele apportano circa 900 kcal che tradotti in grassi fanno 100 g; considerando l'acqua che rester&agrave; legata ai grassi il soggetto aumenta di 200 g e non dei 2 kg che segna la bilancia appena finito il pasto. Nel tempo verranno eliminate le sostanze non necessarie (acqua, fibre, prodotti di rifiuto della digestione delle mele ecc.). </p>
<p><br /><strong>Muscoli</strong> - Sono funzione della dieta (se per esempio &egrave; ipocalorica si bruciano anche i muscoli) e dell'esercizio fisico che tende a incrementarli. La percentuale di massa magra deve essere stimata con precisione usando una bilancia impedenzometrica affidabile. Solo cos&igrave; si pu&ograve; realmente valutare se un dimagrimento &egrave; reale (perdita di grasso) o &egrave; fittizio (perdita di muscoli, l'individuo diventa magro, ma &quot;debole&quot;). Questo concetto sfugge alle mentalit&agrave; anoressiche che considerano solo il peso e non la percentuale di grasso del proprio corpo. Occorre tener presente che nei muscoli l'acqua arriva al 65-70% per cui se si usa una dieta ipocalorica che fa perdere muscoli si perde peso facilmente perch&eacute; si perde tutta l'acqua legata ai muscoli persi. Ovviamente non &egrave; una buona strategia. <br /></p>
<p>Quindi: ogni individuo dovrebbe conoscere la propria percentuale di massa grassa. <br /><br /><br />Non hanno pregio metodi che usano misurazioni alla vita, alle cosce ecc. perch&eacute; danno per scontato che la muscolatura del soggetto non cambi. Questi metodi volumetrici non fanno cio&egrave; differenza fra grasso e muscolo. </p>
<p><br /><strong>Riserve di carboidrati (glicogeno)</strong> - Questa variabile &egrave; considerata da pochi perch&eacute; il glicogeno immagazzinato nei muscoli e nel fegato non supera in genere lo 0,7% del peso corporeo dell'individuo. Il corpo &egrave; cio&egrave; in grado di immagazzinare carboidrati in quantit&agrave; limitata, sufficiente per esempio per compiere uno sforzo pari a una corsa di circa 30 km. Quando queste riserve diminuiscono il soggetto spesso si sente stanco e svuotato. Anche in questo caso, diete ipocaloriche possono portare a una condizione permanente di riserve di glicogeno basse. Ci&ograve; crea una condizione di dimagramento fittizia. Infatti supponiamo un atleta che compia un grosso sforzo fisico, per esempio corra al massimo delle sue possibilit&agrave; per 10 km; se lo sforzo &egrave; molto intenso, il substrato utilizzato &egrave; rappresentato quasi totalmente dai carboidrati. Poich&eacute; un g di glicogeno lega 2,7 g di acqua e apporta 4 kcal, un atleta di 70 kg che consuma per la gara sui 10 km circa 700 kcal avr&agrave; bisogno di 175 g di glicogeno, cio&egrave; perder&agrave; circa 650 g (considerando anche l'acqua legata al glicogeno), a prescindere dall'acqua che perder&agrave; per problemi di termoregolazione (quantit&agrave; che per sforzi massimali &egrave; sicuramente notevole, cio&egrave; l'atleta suder&agrave; molto). Per sforzi massimali pertanto si vedr&agrave; un dimagramento fittizio notevole, in quanto il glicogeno viene ripristinato solo dopo un certo tempo. <br />Se lo reintegro con le stesse calorie perse dopo parecchie ore (diciamo un giorno al massimo, dipende dall'indice glicemico degli alimenti), ritorno al peso iniziale. Se reintegro con meno calorie, le scorte si rigenereranno con minore velocit&agrave; (e in questo periodo le prestazioni saranno inferiori per motivi energetici, soprattutto se lo sforzo &egrave; prolungato), verranno bruciati grassi per le attivit&agrave; meno intense e si dimagrir&agrave; stabilmente, ma meno di quanto verificato immediatamente dopo lo sforzo. Per concludere l'esempio se il nostro atleta che ha speso 700 calorie, appena reidratato (cio&egrave; dopo che ha bevuto e ha recuperato l'acqua persa) vedr&agrave; un dimagramento fittizio di 650 g; se ripristina solamente 400 kcal, quando le varie trasformazioni fra macronutrienti che l'organismo sa gestire si sono concluse, avr&agrave; perso solo 66 g (infatti 700-400 kcal=300 kcal; poich&eacute; 300 kcal equivalgono a 300/9=33 g di grassi, con l'acqua legata dai grassi si arriva a 66 g). Come si vede il dimagramento fittizio &egrave; notevole. Per capire come dimagrire facendo sport si legga l'articolo corrispondente. </p>
<p><br /><strong>Grasso</strong> - Chi controlla frequentemente il peso corporeo lo fa spesso nel timore di ingrassare molto. Questo timore a breve &egrave; del tutto infondato. Poich&eacute; un g di grasso lega il 50% di acqua e apporta 9 kcal, per ingrassare di 3 kg occorre immagazzinare 1,5 kg di grasso, cio&egrave; assumere 1.500*9=13.500 kcal. Assumere 13.500 kcal in pi&ugrave; (rispetto alla normale alimentazione) in una settimana (cio&egrave; circa 2.000 kcal al giorno) &egrave; praticamente impossibile, a meno di non partecipare a cenoni, matrimoni e abbuffate varie. </p>
<p><br /><strong>Acqua</strong> - La quantit&agrave; d'acqua che &egrave; presente nel nostro corpo &egrave; notevole per cui, nonostante i meccanismi di regolazione, &egrave; possibile avere una certa variabilit&agrave; senza che il soggetto manifesti sintomi preoccupanti. Un modo (stupido) di barare sul proprio peso &egrave; forzarsi a non bere oppure fare attivit&agrave; fisica coprendosi moltissimo per sudare il pi&ugrave; possibile. Barando sull'acqua, si pu&ograve; variare il proprio perso in su (si beve troppo, il che accade molto raramente) o in gi&ugrave; (si beve troppo poco e non si reintegra il sudore perso) fino a 2 kg per un soggetto di circa 70 kg. <br /><br /><br />Esistono anche altri fattori oltre al semplice bere che possono agire sull'acqua del nostro corpo: <br />l'assunzione di integratori volumizzanti (che causano un incremento di volume delle cellule ritenendo acqua) come la creatina e la glutammina; <br />l'assunzione di cibi (in particolare quelli salati o ricchi di glutammato di sodio, tipico per esempio della cucina cinese) che inducono un maggior consumo d'acqua che verr&agrave; poi eliminata una volta eliminato il sodio contenuto negli alimenti. <br />l'assunzione di farmaci (per esempio gli antinfiammatori che inibendo l'azione delle prostaglandine facilitano la ritenzione idrica). <br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=74]]></link>
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	<dc:date>2009-05-27T00:29:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Febbre suina: cos'è e da dove viene ]]></title>
	<description><![CDATA[<em>Ministero Salute: nessun caso in Italia</em> <br /><br />I casi di febbre suina registrati in Messico stanno mettendo in allarme le autorit&agrave; politiche e sanitarie di tutto il mondo. Ma che cos&rsquo;&egrave; questa malattia e quali pericoli comporta per la nostra salute? E soprattutto: rischiamo di &ldquo;importare&rdquo; l&rsquo;epidemia anche nel nostro Paese e c&rsquo;&egrave; qualcosa che si pu&ograve; fare per prevenire possibili pericoli per la nostra salute? A questo proposito, l&rsquo;organizzazione mondiale della Sanit&agrave; ha pubblicato una &ldquo;scheda tecnica&rdquo; sulla malattia e una serie di linee guida. <br /><br />Che cos&rsquo;&egrave; - Si tratta di una malattia respiratoria che colpisce i suini, altamente contagiosa e causata da un virus influenzale A e da altri sottotipi, a volte mescolati fra loro. Il contagio tende a essere molto alto, ma la mortalit&agrave; in genere si aggira fra l'1 e il 4 per cento. Il virus che scatena con maggiore frequenza la malattia &egrave; denominato H1N1, con i sub tipi relativi. Ma i maiali possono anche contrarre virus di influenza aviaria o umana (il virus H3N2, in particolare, si pensa possa essere stato trasmesso dall'uomo al maiale), e anche essere infettati da tutti questi tipi di virus allo stesso momento. Pu&ograve; accadere anche che l'influenza dei maiali superi la barriera di specie tra suini e umani e contagi quindi gli uomini. <br /><br /><br /><br />Le implicazioni per l&rsquo;uomo - Fino a oggi erano stati riportati sporadici casi di infezione suina nell'uomo. Generalmente i sintomi sono quelli di una comune influenza ma sono state anche registrare influenze asintomatiche che si sono poi rapidamente trasformate in polmoniti che hanno causato la morte del paziente. <br /><br />Come si contrae - Gli uomini vengono contagiati stando a contatto con maiali infetti, ma anche con luoghi dove i suini malati vivono o hanno vissuto. E' invece pi&ugrave; raro il contagio fra umani. Non c&rsquo;&egrave; nessun pericolo invece nel consumo di carne suina, anche se questa dovesse risultare infetta: il virus infatti viene ucciso dalla cottura gi&agrave; a 70 gradi. <br /><br />Dove &egrave; sviluppata la malattia &ndash; Non si hanno certezze al momento. Negli Stati Uniti &egrave; ormai da anni considerata una malattia endemica. Contagi fra suini sono stati registrati in Nord e Sud America, in Europa (Gran Bretagna, Svezia, ma anche Italia), in Kenya e in alcune zone dell'Asia dell'est, inclusi Cina e Giappone. <br /><br />I rischi di pandemia - Se un virus di questo tipo riesce a stabilire una efficiente trasmissione fra esseri umani pu&ograve; scaturire una pandemia le cui conseguenze sono difficilmente prevedibili: secondo l&rsquo;Oms tutto dipender&agrave; dalla forza del virus, dalla capacit&agrave; di risposta immunitaria dei contagiati e dall'efficacia della protezione farmacologica. <br /><br />Vaccino e farmaci - Al momento non esiste un vaccino anche perch&eacute; i virus dell'influenza variano molto rapidamente e di continuo. L'influenza suina si cura con farmaci antivirali di due tipi che vengono utilizzati anche per la prevenzione. Comunque finora la maggior parte dei contagi si &egrave; risolta spontaneamente senza ricorso ad antivirali, anche perch&eacute; alcuni virus hanno sviluppato resistenza a questi farmaci. <br /><br />Il nostro ministero della Salute sta seguendo la situazione relativa ai casi umani di influenza suina in Messico e negli Stati Uniti &quot;con estrema attenzione, in raccordo con gli altri Paesi europei, ma senza allarmismi e senza sottovalutazione&quot;, come ha sottolineato il ministro Maurizio Sacconi. Nel nostro Paese non &egrave; stato registrato al momento nessun caso. Tra le iniziative gi&agrave; messe in atto dal ministero, ci sono la messa in allerta della la rete di controllo Influnet del Ministero, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanit&agrave;, e le altre strutture per la sorveglianza del virus sul territorio. Gli Uffici di sanit&agrave; marittima ed aerea del ministero sono pronti a fornire informazioni per i viaggiatori da e per i due Paesi in cui si sono verificati casi umani di influenza &quot;suina&quot; e si sta predisponendo l'attivazione di un numero verde dedicato di supporto per fornire informazioni a tali viaggiatori. <br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=73]]></link>
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	<dc:date>2009-04-29T14:34:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Sedurre con peperoncino e formaggi ]]></title>
	<description><![CDATA[<em>Il sesso e cibi dell’amore</em> <br /><br />La questione &egrave; controversa: esiste davvero un legame tra capacit&agrave; amatorie e cibi particolari? In altre parole gli alimenti che vengono spesso indicati come afrodisiaci hanno in effetti delle propriet&agrave; in grado di stimolare il desiderio e la potenza sessuale? Secondo un sondaggio effettuato su un panel di sessuologi e nutrizionisti, il 41% degli esperti ritiene che esista un forte legame tra cibo e desiderio sessuale; un altro 30% &egrave; convinto che questo possa effettivamente avvenire con alcuni cibi, il 14% ritiene che nel caso di cibo e sesso entri potentemente in gioco anche un fattore soggettivo. <br /><br />Solo un risicato 5% &egrave; convinto che si tratti di un falso mito: tutti gli altri concordano che la tavola e i buoni sapori abbiano un profondo effetto seduttivo, magari di tipo mentale, a cui contribuiscono anche elementi come l’atmosfera, i profumi, l’ambiente. Su un fatto il consenso &egrave; unanime: per stimolare passione e desiderio non occorre imbandire la tavola con costose prelibatezze, come ostriche e champagne, ma &egrave; meglio puntare sui piatti della tradizione gastronomica mediterranea, primi tra tutti peperoncino, formaggi, vino rosso e miele. Sono i risultati di uno studio promosso dal periodico "Vie del Gusto", interpellando 110 sessuologi e nutrizionisti sul rapporto tra desiderio sessuale e cibo. <br /><br /><br /><br />Innanzi tutto sette esperti su dieci concordano sul fatto che esista un legame definito “fortissimo” tra cibo e desiderio sessuale. Gli “interruttori” del desiderio sono innanzi tutto le spezie, a cominciare dal peperoncino (61% delle risposte), seguite dai i formaggi italiani (58%), dal miele (53%) e dal il vino rosso (25%). <br /><br />Il peperoncino, infatti, sia nell’uomo che nella donna, funziona come un Viagra naturale, in grado di stimolare il Vip (Vasoactive intestinal polipeptide), un ormone scoperto negli anni '70, che provoca la vasodilatazione dei corpi cavernosi dei genitali, esattamente come la celebre pillola blu. Il secondo gradino del podio spetta a formaggi come gorgonzola, taleggio o parmigiano, <br />ricchi di un altro ormone, la feniletilamina, prodotta dal cervello quando ci si innamora. Al terzo posto il miele, per le sue propriet&agrave; energetiche e per il suo potere di eccitare la fantasia, sfruttati anche in celebri scene di seduzione cinematografica, ad esempio nel film 9 settimane e mezzo. Bene anche la senape, che ha la capacit&agrave; di "attivare" le ghiandole sessuali. S&igrave; anche al tartufo, che contiene l'androstendiolo, un ormone presente anche nel sudore. <br /><br /><br /><br />Ma oltre agli ingredienti afrodisiaci in senso stretto, ossia agli alimenti che possono stimolare l’attivit&agrave; sessuale in virt&ugrave; delle loro caratteristiche biochimiche, dagli esperti arrivano i consigli per sedurre a tavola puntando sugli aspetti emozionali e di esperienza. In ogni caso, il 38% degli esperti &egrave; convinto che un buon pranzo o una buona cena siano un elemento fondamentale per conquistare un uomo o una donna: a questi si aggiunge un altro 29% che lo ritiene molto importante. Solo il 7% non ritiene la tavola uno strumento utile alla seduzione. <br /><br />Il massimo sta nel cucinare per il proprio partner (58%), fatto considerato molto pi&ugrave; seduttivo rispetto ad una cena in un ristorante chic e trendy (16%). Meglio ancora sarebbe cucinare insieme, secondo il 44% degli esperti. Se proprio non ce la sentiamo di metterci ai fornelli e si opta per un ristorante, meglio una trattoria tipica (58%), con un men&ugrave; a base di prodotti regionali, senz’altro da preferire ai locali che propongono cucina sperimentale, consigliati solo dal 13% degli esperti. Importanti sono anche la presentazione e i colori, sia delle vivande che dell'atmosfera (43%), privilegiando i toni caldi che evocano passionalit&agrave; e calore. Da non trascurare, poi, l'aspetto olfattivo: se sono troppo forti e persistenti i profumi, invece di stimolare la passione, possono creare una sensazione spiacevole (22%).]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=72]]></link>
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	<dc:date>2009-04-29T14:29:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Canone si o canone no? ]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Dissertazioni su un'imposta incompresa</em>. <br /><br /><br />Si avvicina Sanremo e si apre il sipario sulla kermesse tanto chiacchierata. Chiacchierata e basta. Perch&egrave; gli ascolti e l'attenzione del pubblico scemano di anno in anno. Ma di anno in anno non scendono altrettanto i costi impiegati nel festival. <br />E poi le fiction, i film, i telegiornali, i reality. Il palinsesto della televisione di stato &egrave; variegato e ricco. Assai dispendioso come qualsiasi altro palinsesto di qualit&agrave; ( o presunta tale). <br />La maggior parte degli introiti, si sa, arrivano dalla pubblicit&agrave;. Ma in questo periodo in cui la parola &quot;crisi&quot; campeggia in ogni discorso, ogni argomento, e in ogni settore anche le aziende investono meno in campagne pubblicitarie. E infatti ne risentono anche le entrate della RAI. <br />Per risanare le finanze dell'azienda radiotelevisiva, alimentate anche dal cosiddetto canone, si caldeggiava l'ipotesi proprio di aumentarlo e non semplicemente adeguandolo all'inflazione. <br />Una proposta inseguita da tempo dal presidente Petruccioli e dal direttore generale Cappon &egrave; di associare il pagamento dell'abbonamento RAI alle imposte essenziali, come quella dell'elettricit&agrave;, cos&igrave; da arginare il dannosissimo fenomeno dell'evasione del canone. <br />Sebbene lo si definisca ancora abbonamento (cos&igrave; &egrave; scritto sullo stesso sito della RAI) in realt&agrave; si dovrebbe parlare di un'imposta perch&egrave; come ha affermato la Corte Costituzionale nella sentenza del 26 Giugno del 2002 n.284, &quot;non c'&egrave; alcun nesso di corrispettivit&agrave; in concreto tra obbligo tributario e fruizione effettiva del servizio pubblico&quot;, quindi nessuna ragione per chiamarlo cos&igrave;. <br />Ma allora se non lo si paga in seguito all'uso del servizio radiotelevisivo di stato, per quale motivo lo si fa?In base a quale disposizione? <br />La legge in questione risale al regime fascista, precisamente si tratta del Regio Decreto-Legge del 2 Febbraio del 1938, n.246. Da premettere che all'epoca esistevano a malapena le radio. <br />Essa imponeva, e impone ancora, il pagamento del canone a chiunque possegga strumenti &quot;atti o adattabili&quot; alla ricezione di radiotrasmissioni. Indi per cui il gravame scaturisce dal possesso di oggetti che permettano di ricevere e trasmettere programmi radiofonici e televisivi. <br />Oggi in tale categoria di strumenti ne vanno compresi tantissimi, e quindi bisognerebbe sancire con precisione quali sono gli ambiti dell'applicazione normativa. Ad oggi, 2009 ancora non &egrave; stato fatto. <br />Per un'applicazione corretta dell'imposta e quindi per la definizione del suo ambito d'incidenza, si impegna da anni l'ADUC, l'associazione degli utenti e dei consumatori. Nel 2007 ha presentato quattro diverse interrogazioni in Parlamento sulla faccenda , un interpello all'Agenzia delle Entrate, ma non ha ottenuto nessuna risposta. Un'unica chiarificazione sull'argomento si &egrave; avuta con la risposta scritta del sottosegretario alle comunicazioni, Paolo Romani, all'interrogazione dei senatori radicali Poretti e Perduca. Rispondendo con la sentenza sopra citata della Corte Costituzionale ha asserito che definire l'ambito applicativo della legge &egrave; un processo meramente interpretativo. Pertanto basterebbe statuire una volta per tutte il possesso di cosa faccia scaturire tale obbligo, andando a colmare la lacuna normativa. <br />Nessuno ritiene il problema meritevole di attenzione, e a maggior ragione tale legge viene applicata arbitrariamente. Nel frattempo la RAI si &egrave; apprestata a effettuare una diversificazione: c'&egrave; il canone &quot;speciale&quot; per le aziende, l' &quot;ordinario&quot; per le famiglie. <br />Ultimamente sul sito degli abbonamenti Rai si trovano queste indicazioni: <br />Canone ordinario-chi deve pagare il canone (www.abbonamenti.rai.it) <br />Il canone deve essere corrisposto da chiunque detenga uno o pi&ugrave; apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. <br />Canone speciale-cos'&egrave; e chi deve pagare (www.abbonamenti.rai.it) <br />Devono pagare il canone di abbonamento speciale coloro che detengono uno o pi&ugrave; apparecchi radiofonici o televisivi. <br /><br />Da ci&ograve; se ne deduce che l'imposta va a colpire le famiglie maggiormente rispetto alle aziende. Nelle famiglie a far scattare l'imposizione &egrave; il possesso di qualsiasi strumento che permetta di fruire di programmi radiofonici o televisivi, quindi televisori ma anche computer e tanti altri apparecchi. Nelle aziende invece, l'onere &egrave; solo a carico di chi possiede televisori o radio. Cos&igrave; a fronte di quattro milioni di aziende fornite di computer in Italia, approssimativamente solo 130.000 pagano il canone. <br />L'ADUC sebbene si sia mobilitata per la completa abolizione di questa tassa ingiustificata e vessatoria, con le sue denuncie e le sue ricerche sta cercando innanzitutto di farla applicare in maniera corretta, senza trattamenti illegittimi e discrezionali. <br />Sicuramente, la sola presenza di una legge cos&igrave; antica e inadeguata non dovrebbe essere tollerata in uno stato che si professa di diritto ma soprattutto sociale, cio&egrave; che col suo sistema di norme cerca di eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche dei cittadini. Con la sopravvivenza nell'ordinamento giuridico di una disposizione tale, si ignorano quasi 80 anni di progresso, i quali la rendono pressoch&eacute; inapplicabile. Nonostante ci&ograve;, viene attuata e pure male. <br />Una riscossione giusta e paritaria del canone, ne eviterebbe un aumento. <br />Ma non solo. Avrebbe anche permesso a Bonolis di ospitare Angelina Jolie al festival, al momento troppo costosa per le tasche di viale Mazzini. <br /><br /><br />di Gloria Lattanzi <br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ioesco.it/blog/articolo.asp?articolo=71]]></link>
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	<dc:date>2009-01-18T03:27:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luciano</dc:creator>
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